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COS’È L’INSTANT MARKETING?

L’instant marketing, detto anche real time marketing, rappresenta la nuova frontiera del web marketing che si sta sviluppando in questi ultimi anni. Una strategia dal potenziale enorme e ancora poco sviluppato, ma per chi si occupa di marketing, e di digital marketing in particolare, l’instant marketing può trasformarsi in una vera e propria miniera d’oro.

Si tratta di una forma di advertising online, che utilizza la risonanza di un evento (improvviso o programmato) per “cavalcare l’onda” e approfittarne per sponsorizzare il proprio brand o la propria azienda in modo veloce ma soprattutto economico.

Questo tipo di advertising istantaneo è particolarmente apprezzato sui social tramite l’immediata pubblicazione di un post in risposta a fatti recentissimi. Ecco un esempio di instant marketing dopo il lancio del termine “petaloso”, diventato poi nazionale, con conseguente ammissione da parte dell’Accademia della Crusca nel 2016.

 

Insomma, viene messo in atto il concetto del “carpe diem”: cogliere l’attimo, sperare che il proprio post diventi virale e lasciare fare tutto il resto agli utenti, che sono i co-protagonisti di questo fenomeno. Infatti, se da una parte si trova l’azienda che vuole sponsorizzarsi e creare un legame con i propri utenti-consumatori, dall’altra ci sono proprio quest’ultimi.

Si tratta dell’ennesima dimostrazione di come le aziende e le agenzie pubblicitarie debbano adattarsi al volere dei consumatori che, grazie allo sviluppo dei social media e degli strumenti di condivisione in tempo reale, hanno acquisito sempre più potere decisionale.

Pare, dunque, che siano finiti i bei tempi in cui era possibile pianificare con largo anticipo le proprie campagne marketing; il tempo reale si traduce non più in giorni, ma in minuti, e le aziende devono sviluppare – o rivedere – i propri prodotti e servizi sulla base delle recensioni dei clienti o degli eventi quotidiani che scuotono i mercati.

A sostegno di tali affermazioni possono essere esposti alcuni dati: secondo una ricerca condotta dall’azienda di comunicazione Golin Harris nel Febbraio 2012, l’interesse nei confronti di un determinato brand da parte dei clienti intervistati è aumentato dopo la messa in atto di un’operazione di instant marketing: circa la metà del campione si è dichiarato più incline verso il marchio e il 46% ha aggiunto di essere più interessato ai suoi prodotti.

La ricerca ha inoltre evidenziato come le strategie di instant marketing generano interesse verso il brand, il prodotto o il servizio offerto, aumentandone la percezione e talvolta anche le vendite. Il dato più interessante è quello relativo alla visibilità dell’azienda sui media. Le aziende che utilizzano strategie di instant marketing hanno una maggior visibilità data da quello che viene chiamato dagli esperti newsjacking, ovvero l’arte e la scienza di dare alle proprie idee aziendali la forma di una breaking news.

Il caso Oreo

Come ha fatto Oreo, celebre azienda americana di biscotti, a raccogliere nel giro di pochi giorni più di otto mila followers su Twitter? Non sono state necessarie promozioni e offerte di sorta, né il lancio di una campagna a tappeto, neppure operazioni complesse di advertising.

Le è bastato mettere in atto una strategia di instant marketing tramite un semplice tweet. È forse questo l’esempio più riproposto in rete e il caso più celebre di instant marketing. Infatti Oreo è stata una tra le prime aziende a utilizzare questa strategia, ottenendo in tempi brevissimi un enorme successo.

Durante l’evento del Super Bowl, avvenuto il 4 febbraio 2013, si è verificato un black out che ha oscurato parte dello stadio Superdome di New Orleans. Ciò ha portato a una sospensione della partita per ben 34 minuti. Alle 20:48 (ora italiana 3:48) sull’account ufficiale Twitter di Oreo è comparso il seguente post: “Power out? No problem!”. Il post è stato accompagnato da un’immagine che rappresentava un biscotto avvolto dall’oscurità con slogan che recitava: “You can still dunk in the dark” in cui il significato varia grazie all’ambivalenza del verbo to dunk: immergere/inzuppare o schiacciare.

 


 

Come si può notare, il tweet ha avuto migliaia di condivisioni (retweet). La trovata del brand è stata particolarmente apprezzata per la sua originalità, per il messaggio veicolato e anche per il fatto che molti utenti erano su Twitter proprio per commentare il black out durante la partita.

Con ogni probabilità è stata anche l’attività di marketing che ha richiamato maggiore attenzione quella sera al Super Bowl, superando gli sponsor standard. L’instant marketing in questo caso ha prevalso sulle strategie di advertising più classiche puntando a sfruttare il momento per mettersi (è il caso di dirlo) “sotto i riflettori”.

Questo è probabilmente il post “padre” delle strategie di instant marketing, da cui tutte le altre aziende hanno imparato e preso ispirazione; una strategia super economica, ma che ha portato l’azienda Oreo a un immediato successo; è diventato uno degli esempi più famosi di instant marketing.

L’idea è stata accolta dal grande pubblico con entusiasmo, molti sono stati i retweet, ma la domanda che sorge spontanea è: questo post farà vendere più biscotti? Difficile a dirsi, ma farà certamente apparire il marchio più brillante, interessante, acuto. Dunque, se non più efficace, almeno tanto quanto un qualsiasi altro spot del Superbowl.

Sicuramente utilizzare la strategia dell’instant marketing è una vera e propria sfida per le aziende che vi si approcciano, in quanto essa richiede un cambio di mentalità: i brand stanno cercando di essere meno “formali” provando a essere più vicini alle persone, creando esperienze più personalizzate per i clienti.

E voi? Vorreste provare a mettere in atto con la vostra azienda una strategia di instant marketing e seguire questo nuovo trend?

Se vuoi avere info più dettagliate e fatte ad hoc per la tua azienda non esitare a contattarci!

 

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